A.I.R.E

26 01 2011

Qualche giorno fa mi è arrivata la lettera di notifica dell’avenuta iscrizione all’A.I.R.E., ovvero l’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero, presso il comune di Milano (ultimo mio comune di residenza italiana).

Che significa? Semplicemente che, anche per lo stato italiano, io risiedo a tutti gli effetti ad Uppsala. In pratica non cambia nulla, visto che fisicamente già ci abitavo, però il fatto che sia ufficializzato mi fa un effetto strano. Forse dovrei incorniciare la lettera, giusto per dare una valenza simbolica al mio primo cambio di residenza (finora non avevo mai ufficializzato nessuno dei miei passati domicili) e per di più in terra di Svea!

Stando alla legge italiana, i cittadini che contano di vivere all’estero per almeno 12 mesi hanno l’obbligo di iscriversi all’A.I.R.E. entro 90 giorni. Le istruzioni e la modulistica per la richiesta di iscrizione all’A.I.R.E sono facilmente reperibili sul sito dell’ambasciata italiana di Stoccolma.

I vantaggi dell’iscrizione all’A.I.R.E. sono, tra gli altri, quelli di poter rinnovare il passaporto direttamente in ambasciata e la possibilità di votare direttamente da qua. Ma quali sono gli svantaggi?

- La mia patente, sebbene valida in terra svedese, in caso di smarrimento e/o scadenza non mi verrà rinnovata dallo stato italiano (non chiedetemi il perchè!), quindi è cosa buona e giusta convertirla in una svedese. L’ufficio da cui dovrò andare ad informarmi in proposito è il Länstyrelsen. Vedremo che mi dicono.

- Non ho più diritto alla mutua. Il problema è che la tessera sanitaria europea mi era stata elargita dalla ASL della regione lombardia in quanto residente lì. Ora, in Svezia il problema non si pone, in quanto il personnummer mi garantisce assistenza sanitaria come qualsiasi cittadino svedese, ma in caso di un viaggio in un qualche altro stato europeo a chi devo richiedere la copertura assicurativa? Alla Svezia o all’Italia? L’ambasciata mi ha detto di provare a sentire la Försäkringskassan. Vedremo che mi dicono pure loro.

La  mia unica perplessità, oltre ai punti di domanda di cui sopra, riguarda le tempistiche. Infatti voci di corridoio dicono che per la conversione della patente siano necessari 6 mesi di residenza in Svezia, che mal si accoppiano con la scadenza dei 3 per iscriversi all’A.I.R.E. Quindi mi sa che devo evitare di perdere la patente tra ora e marzo!


Parola del giorno: utland = estero





Climatologia della Svezia

15 01 2011

Dopo essere giunta a quasi metà(?) dell’inverno svedese, ho realizzato che quelle (poche) conoscenze climatologiche che avevo, in Svezia non sono valide.

Allora, io ho sempre saputo che l’intervallo di temperatura ideale per la neve è all’incirca +/-2° (grado più, grado meno) e che se fa troppo freddo non nevica. Ok, di tutto questo la Svezia se ne sbatte le palle: in Svezia nevica comunque! A -8° che fa? Nevica!

Ovviamente tutto ciò comporta anche un mutamento della scala di percezione del freddo:

  • Sopra lo zero = molto caldo
  • Tra i -3° e lo zero = caldo
  • Tra -3° e -7° = accettabile/normalità
  • Tra -7° e -10° = freddo
  • Sotto i -10° (finora fino a -17°) = molto freddo

Stando alla scala di cui sopra, la settimana scorsa ha fatto molto caldo. Ora, a prima vista potrebbe sembrare una cosa positiva, ma la realtà è ben diversa. Chiariamoci, non è che ogni volta che la Svezia diventa un banco frigo formato gigante qua si stappano bottiglie e si sacrificano uomini di neve a una qualche divinità vichinga, eppure quando la temperatura sale oltre la soglia di normalità la nostra sopravvivenza viene messa a dura prova. I motivi? Durante la giornata la neve diventa quel pastone simil-fango, tipico del post-nevicata nel milanese, con annesso l’indescrivibile divertimento dello sciabattare nella poltiglia. E fino a qui tutto bene. Il problema è che tale paciugo, in serata quando la temperatura scende, si trasforma in un’immensa lastra di ghiaccio. Il giorno dopo holidays on ice per tutti, svedesi e non.

Oltre a mantenere l’equilibrio, in caso faccia caldo (sempre secondo la scala di cui sopra), bisogna fare attenzione a camminare sotto i cornicioni e/o troppo vicini alle case. C’è infatti il rischio che blocchi più o meno enormi di neve si sciolgano abbastanza da caderti in testa. O magari si sciolgono un po’, si ghiacciano e ti cascano in testa sotto forma di lastrone.  Nel caso queste due favolose opzioni non fossero abbastanza per convincervi a camminare ad almeno a un metro dai muri delle case, c’è la terza possibilità: le stalattiti! Ebbene sì, signore e signori, ce n’è per tutti!

Inutile dire che abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando abbiamo realizzato che questa settimana le temperature sono tornate alla normalità.


Parola del giorno: klimat = clima

 





Riepilogando

8 01 2011

Ok, colgo l’occasione del primo post dell’anno per chiudere qualche questione rimasta aperta.

1 – Ho superato l’esame di svedese e pure inaspettatamente bene! O meglio, io in realtà avevo speso una buona mezz’ora di gesti/biascichii*/svedese maccheronico per spiegare alla mia insegnante che volevo il voto solo in scala svedese e non in ECTS (scala europea con voti da A a F), perchè temevo mi avrebbe distrutto la media (in realtà non fa proprio media, ma appare comunque nel transcript finale dei voti, che viene generalmente richiesto in fase di domanda di dottorato). La simpatica vecchina sembra però essersene battuta il cazzo di questa mia richiesta, visto che il mio voto mi è stato notificato anche in scala ECTS. Ora, i casi sono due: o lei ha deciso che essendo un buon voto tanto valeva registrarmelo anche in ECTS (in effetti è andato meglio di quello di studi di genere), oppure non ha capito una bega della mia pantomima balbuziente. Boh! Misteri della vita.

2 – Ho risolto la questione scarpe: anfibi e via andare. Per i pantaloni da neve ho deciso che ne faccio a meno (per ora).

3 – Avevo valutato l’idea di mettere una pagina di disclaimer, ma alla fine ho deciso di no. Il motivo è che volevo copiare il disclaimer di Bixx, modificarlo un po’ e spacciarlo come mio, però lei ha chiuso il blog e quindi il mio progetto di plagio in grande stile è saltato. Oltretutto il contenuto del disclaimer sarebbe stato così ovvio da sembrare una brutta copia di graziearcazzo.com, perciò ho pensato che fosse meglio pubblicare direttamente il link così si fa prima e con migliori risultati! Quindi, per ora tutto come prima.

*cercando di verificare su google la doppia i finale in biascichii, mi è uscito un sito che assicura l’esistenza del diavolo! Mica cazzi!


Parola del giorno: referat = riepilogo








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.