Pubcrawl

21 11 2010

Venerdì sera ho partecipato al pubcrawl dei lavoratori della Kalmar.

Cos’è il pubcrawl dei lavoratori?  Un pubcrawl è praticamente il giro dei pub: di nation in nation, si entra al pub e si beve. Si hanno a disposizione tra i 20 e i 30 minuti, incluso il tempo per l’ordinazione, prima di passare al pub successivo.

I motivi per indire un pubcrawl possono essere i più svariati (leggi: ogni scusa è buona). Nel nostro caso la ragione era quella di farsi una bevuta insieme a tutti quelli che hanno lavorato almeno un turno alla Kalmar. Peccato che, nei fatti, di lavoratori ci fossimo solo io e Mr.B, pakistano fuori come un balcone, insieme ad 8 responsabili. E andiamo!

Il piano originale prevedeva la visita di 10 nazioni in 4 ore. Io, per via dell’imminente arrivo di mia sorella in città, ho abbandonato i miei compari al loro destino, dopo il quinto pub e due ore di pubcrawl.

A dirla tutta, avevo già preso una svolta analcoolica dopo i primi 3 giri: ho scoperto che una birra media in 10 minuti scarsi (gli altri 10 andavano per fare la fila al bar) può essere hardcore, quindi, per aver la sicurezza di ricordarmi la strada di casa, alla quarta nation ho ordinato una Pepsi.

Nell’insieme un’esperienza da rifare. Magari la prossima volta con un gruppo di amici, al posto che con gente che ho visto mezza volta.

Nota positiva: ho chiacchierato per un po’ in svedese e la mia interlocutrice ci ha messo un po’ a farsi venire il dubbio che non fossi autoctona! Punti per me!


Parola del giorno: pubrunda = pubcrawl





Cara Nation, mi sa che ti lascio

4 11 2010

Più o meno dappertutto, su qualunque sito o opuscolo delle nations, si trova l’invito a lavorare presso la nation di appartenenza. Il messaggio è più o meno questo: “Vieni a lavorare alla nation! Non diventerai ricco, ma ti divertirai un sacco e farai un sacco di amicizie! Potrai migliorare il tuo svedese e imparare parecchie cose sul mondo della ristorazione, ma soprattutto sarà un ottimo modo per venire coinvolto nelle attività della tua nation!”

Dopo 3 turni di lavoro alla Kalmar, ecco le mie considerazioni.

Iniziamo a parlare del vil denaro. Alla Kalmar esistono 3 tipi di turno: corto, normale e extra, rispettivamente di 4.5, 10 e 12 ore di lavoro (sì, proprio così: 12 ore di lavoro.), pagati 50kr, 150kr e 200kr. Ok, calcolatrice alla mano: il salario è mediamente di 14kr (circa 1,5€) all’ora. Ok, è una miseria, però si sa, alla nation non si lavora per soldi, ma per altre ragioni.

Vediamo le altre ragioni, allora!

Il mio svedese non è migliorato, visto che gli svedesi (o in mancanza di nativi, coloro che parlano la lingua) vengono sempre messi a servire al bar e noi altri invece finiamo sempre a lavorare in cucina e/o a controllare gli ingressi (lavori notoriamente più sbattimento e/o noiosi).

E’ vero, ho conosciuto delle persone. Peccato che fosse lo stesso livello di conoscenza che si ottiene dalle classiche due chiacchiere che si fanno con la tipa davanti quando si è in fila per il cesso. Cioè, siamo lì e ci tocca restarci, quindi scambiamo due parole per ammazzare il tempo.

I responsabili della nation sono simpatici quanto un ombrello aperto infilato nel culo: con te parlano raramente e quando lo fanno, in genere, ti urlano addosso degli ordini. Nell’eventuale caso, in cui non ci sia del lavoro da fare, i suddetti individui spariscono: vanno ad occuparsi di una non meglio definita “altra cosa”, vanno a salutare degli amici, devono assolutamente andare al piano di sopra, etc. In sintesi, con te parlano solo se sono obbligati. Ovviamente la situazione può leggermente migliorare a seconda di chi è il responsabile per quella quella serata, ma la maggioranza di quelli con cui ho avuto a che fare io non risponde alla voce “miglioramento”.

Tutto questo divertimento nello sgobbare 12 ore, con gente che mi urla addosso, sinceramente non lo vedo. Probabilmente sono io che non colgo il significato intrinseco di divertimento.

Last but not least, il venerdì della settimana successiva arriva finalmente il compenso per tanto sbattimento e cosa scopro? Che non solo mi arriva una settimana dopo perchè mi pagano via banca, ma che è pure tassato!!!!

Cioè, dopo 10 ore di lavoro non riesco nemmeno a pagare due birre fuori dalle nations!!! Ora, va bene che alle nations non si lavora per i soldi… però a questo punto fai prima non pagarmi del tutto, così almeno non mi sento presa per il culo!

Facendo due chiacchiere con un’amica ho scoperto che in altre nations pagano in cash, che quello è il compenso netto e che le mance vengono divise equamente tra chi ha lavorato quella sera (io finora alla Kalmar non ho mai vista nemmeno l’ombra di una corona dal secchiello delle mance!).

Quindi: mi tratti una merda, mi paghi meno di una miseria e ti tieni le mance… cara nation, mi sa che ti lascio! Sicuramente non diventerò ricca, ma almeno dopo 10 ore di lavoro sarò in grado di offrire una birra alla mia fidanzata.

A breve un probabile post sulla possibile nuova nation.


Parola del giorno: lön = salario

 





I’m a proud member of…

31 08 2010

… Kalmar Nation!

Ebbene sì, dopo un’attenta valutazione, ieri mi sono iscritta!

Prima di arrivare a Uppsala avevo pensato alla Stockholm Nation, visto che era l’unico legame di tipo geografico di cui disponevo. Una volta qua ho però scoperto che da tutti è considerata supermegaultra snob, quindi è risultato abbastanza chiaro che non era la nation più adatta a me.

Dopo essermi documentata, grazie alla Beginners guide fornitami dalla Studentkår, ho effettuato una pre-selezione di quelle che ritenevo interessanti, in attesa della fiera di presentazione delle nations, ovvero un’enorme massa umana che si accalca per arrivare ai banchetti dove i rappresentanti delle varie nations presentano le varie attività e rispondono ad eventuali domande.

Le tre vincitrici sulla carta sono state GH (Gästrike-Hälsinge), VG (Västgöta) e Kalmar. La scelta è dipesa da svariati motivi:

  • La GH apriva la sua presentazione sul libercolo con “Good beer, good food, good people” e ha un’immensa biblioteca di storia all’interno del suo palazzo.
  • La VG è stata la prima con cui sono venuta in contatto, dal momento che il mio coinquilino ne è membro, e mi sono sembrati molto amichevoli e gentili. In più dispongono di parecchie borse di studio.
  • La Kalmar è l’unica nation che organizza una serata queer (o etero-friendly che dir si voglia), in più ha anche una di musica balcanica, un ristorane vegetariano/vegano e predilige musica indie-rock.

A favore di queste tre c’è anche da dire che essendo di dimensioni medio (GH) – piccole (Kalmar, VG), c’è maggiore possibilità di conoscere gente, impratichirsi con lo svedese e lavorare (ok, non si diventa ricchi lavorando in una nation, ma è sempre meglio di un dito in un occhio!)

Il round finale si è svolto, per l’appunto, alla fiera. Il marketing sarà una mia fissa, ma credo che abbia la sua importanza.

La GH non si è direttamente presentata. Quindi, se tu nemmeno ti sbatti per presentarti e/o convincermi, non vedo perchè dovrei unirmi. Eliminata la GH.

La VG ha fatto una presentazione un po’ scadente, del tipo “sì, abbiamo un sacco di attività, qua c’è un volantino (un A6 scritto a mano, con i nomi dei club), ah ma visto che il tuo coinquilino è già membro direi che ti unirai anche tu, no?” No.

La Kalmar invece ha dato il meglio di sè! Hanno stampato un libricino di presentazione, completamente in inglese, e le fanciulle lì presenti erano super friendly  e rilassate: mi hanno dato seriamente l’impressione che la Kalmar nation possa essere un posto in cui io possa veramente sentirmi “a casa”. E che Kalmar sia!

Aggiungo che il ristorante veggie è favoloso (devo ancora accertarmi, ma credo che una delle tipe in cucina abbia lavorato da Herman’s a Stoccolma!) e che anche nei successivi incontri con lo staff della nation, si è confermata quella gentilezza e rilassatezza che avevo notato all’inizio. Quindi, sebbene il lato venale era propenso per la VG, quello idealistico (siiiii! Facciamoci male fino in fondo!) mi ha infine portato alla Kalmar.


Parola del giorno: kör = coro








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