Giornate discutibili

7 03 2011

ATTO I – Il silenzio degli innocenti

Svegliarsi la mattina e non sentire nulla. No, non si tratta di sordità, ma della scheda audio del mio portatile che di punto in bianco ha deciso di smettere di funzionare. Mi piace l’odore di audio board fritta al mattino. [semi-cit.]

Ok, poco male, il notebook in questione ha poco meno di due anni di vita, quindi ci pensa la garanzia a smazzarsi le spese di riparazione. Problema numero 1: dove sarà lo scontrino? Problema numero 2: non è che il fatto che io abbia estirpato Windows Vista, e sostituitolo con Ubuntu, ancora prima di accenderlo possa crearmi problemi sulla validità della garanzia?  In effetti mi risulta che alcune case produttrici abbiano, in più di un’occasione, considerato la garanzia come decaduta a causa dell’installazione di Linux sulla macchina. Che poi a me sta cosa sembra una cagata pazzesca (un po’ come La corazzata Kotiomkin, da non confondere con La corazzata Potëmkin), perchè se la mia scheda audio se ne va a puttane escort a causa di una saldatura saltata (ogni riferimento al guasto realmente accaduto è da considerarsi puramente casuale), in quale modo dovrebbe aver influito il mio sistema operativo?? Ok, al di là, del mio pensiero in proposito, c’è da verificare quale sia quello di Toshiba, quindi tocca controllare se sul loro c’è specificato qualcosa a riguardo. Nello specifico non c’è nulla, ma viene chiaramente esplicitato che notebook prodotti dalla casa giapponese hanno 1 anno di garanzia.

Quindi dovrei: rivalermi sul rivenditore, invocando il mio diritto di consumatrice a due anni di garanzia, il quale molto probabilmente mi dirà che essendo scaduta la garanzia del produttore non può farci nulla; a quel punto dovrei rivolgermi a un’associazione consumatori e piantare un casino al rivenditore in questione… ah sì, ovviamente il tutto è da farsi in Italia, sempre che io ritrovi lo scontrino, entro l’ultimo mese di garanzia e con l’incognita Linux… Ok, mi sa che mi tengo il portatile senza audio, per sfruttarne la portabilità, e valuto di integrare il parco macchine con l’acquisto di un fisso (su cui almeno sono in grado di metterci le mani in autonomia). Aggiungo che, se in un futuro dovessi decidere di comprarmi un altro notebook, vedrò di orientarmi verso le case produttrici che hanno esteso la garanzia a 2 anni.

ATTO II – La casa 2

Avevo già parlato del fatto che ad Uppsala è in corso una crisi degli alloggi. Inutile dire che la situazione non è andata migliorando e ad oggi abitiamo ancora nel “ghetto” (Nota: il concetto di ghetto svedese non coincide con quello italiano ed è sicuramente meno malfamato dei quartieri in cui ho abitato a MilanoTiAmo).

Teoricamente da maggio dovrebbe cominciare il momento ideale per traferirsi: gli studenti vanno via per le vacanze e, visto che in studentato non pagano giugno e luglio, non vedono perchè farsi carico di un affitto extra. In più coloro che finiscono l’anno accademico dovrebbero teoricamente liberare gli appartamenti studenteschi.

Insomma, non che te le tirino dietro le case, ma speravo un buon calcio nel culo nella scalata delle code o, quantomeno, di continuare a progredire con il lento miglioramento di posizione che ha caratterizzato la situazione fino ad oggi. Ecco, quanto di più sbagliato! Non solo non sembra arrivare nessun calcio nel culo, ma sembra anche che centinaia di persone, ovviamente con più punti di me, abbiano pensato “mettiamoci in coda per le case da maggio, chè c’è poca gente che cerca!” Quindi, oltre a non migliorare, la mia condizione sembra essere ritornata la stessa di un mese fa, con l’aggiunta del farsi sempre più vicina la bolgia infernale pre-anno accademico. L’unica cosa che mi viene in mente è Tafazzi.

ATTO III – Airplane!

Per finire in bellezza una di quelle che io chiamo “giornate discutibili”, per non cadere nel francesismo, scopro che dalla fine di questo mese Easyjet cancellerà la rotta Malpensa-Arlanda.

I motivi sono abbastanza semplici da immaginare.

I turisti, diretti a Stoccolma, preferiscono buttarsi su Ryanair a causa dei prezzi più bassi. Per me che risiedo a Uppsala il risparmio va invece ad annullarsi negli spostamenti dall’aereoporto di Skavsta, a 80km da Stoccolma in direzione diametralmente opposta, e va sommato ad un cospicuo spreco di tempo. Al tutto va aggiunto che gli orari “divertenti” della low-cost irlandese quasi mai coincidono con i collegamenti Stoccolma-Uppsala, obbligandomi così a notti nella capitale e/o negli aereoporti.

Inoltre, la stessa tratta è, da gennaio 2010, coperta anche da Lufthansa. La compagnia tedesca offre prezzi spesso competitivi (lo scorso Natale offriva prezzi molto inferiori a quelli di Easyjet!), con un servizio da compagnia di linea a fronte di quello low-cost offerto dalla concorrente. Inutile dire che a parità sommaria di costi la scelta cadeva automaticamente su Lufthansa, ma che, quando il portafogli piangeva e in mancanza di offerte, la buona Easyjet aveva il suo perchè.

Toccherà scandagliare più spesso il sito di Lufthansa e magari aggiungere SAS ai preferiti…


Parola del giorno: film = film





And the winner is…

7 07 2010

…MilanoTiAmo!

A tre ore dalla partenza del mio aereo mi trovo ancora seduta alla mia scrivania.

L’incursione svedese è rimandata ad agosto, salvo offerte che non si possono rifiutare.


Parola del giorno: flygt = volo








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