treni, donne delle pulizie e gap linguistici

15 01 2013

Stamattina, apro uno dei giornali online svedesi che leggo di solito e ci trovo il seguente titolo:

Städare kraschade tåg in i hus

Ho controllato su The Local perchè pensavo di aver sbagliato a tradurre e invece ci ho trovato questo:

Cleaning lady steals train and crashes into house

Cioè, parliamone!

 

Parola del giorno: städare = uomo/donna delle pulizie

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A.I.R.E

26 01 2011

Qualche giorno fa mi è arrivata la lettera di notifica dell’avenuta iscrizione all’A.I.R.E., ovvero l’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero, presso il comune di Milano (ultimo mio comune di residenza italiana).

Che significa? Semplicemente che, anche per lo stato italiano, io risiedo a tutti gli effetti ad Uppsala. In pratica non cambia nulla, visto che fisicamente già ci abitavo, però il fatto che sia ufficializzato mi fa un effetto strano. Forse dovrei incorniciare la lettera, giusto per dare una valenza simbolica al mio primo cambio di residenza (finora non avevo mai ufficializzato nessuno dei miei passati domicili) e per di più in terra di Svea!

Stando alla legge italiana, i cittadini che contano di vivere all’estero per almeno 12 mesi hanno l’obbligo di iscriversi all’A.I.R.E. entro 90 giorni. Le istruzioni e la modulistica per la richiesta di iscrizione all’A.I.R.E sono facilmente reperibili sul sito dell’ambasciata italiana di Stoccolma.

I vantaggi dell’iscrizione all’A.I.R.E. sono, tra gli altri, quelli di poter rinnovare il passaporto direttamente in ambasciata e la possibilità di votare direttamente da qua. Ma quali sono gli svantaggi?

– La mia patente, sebbene valida in terra svedese, in caso di smarrimento e/o scadenza non mi verrà rinnovata dallo stato italiano (non chiedetemi il perchè!), quindi è cosa buona e giusta convertirla in una svedese. L’ufficio da cui dovrò andare ad informarmi in proposito è il Länstyrelsen. Vedremo che mi dicono.

– Non ho più diritto alla mutua. Il problema è che la tessera sanitaria europea mi era stata elargita dalla ASL della regione lombardia in quanto residente lì. Ora, in Svezia il problema non si pone, in quanto il personnummer mi garantisce assistenza sanitaria come qualsiasi cittadino svedese, ma in caso di un viaggio in un qualche altro stato europeo a chi devo richiedere la copertura assicurativa? Alla Svezia o all’Italia? L’ambasciata mi ha detto di provare a sentire la Försäkringskassan. Vedremo che mi dicono pure loro.

La  mia unica perplessità, oltre ai punti di domanda di cui sopra, riguarda le tempistiche. Infatti voci di corridoio dicono che per la conversione della patente siano necessari 6 mesi di residenza in Svezia, che mal si accoppiano con la scadenza dei 3 per iscriversi all’A.I.R.E. Quindi mi sa che devo evitare di perdere la patente tra ora e marzo!


Parola del giorno: utland = estero





Nevischio e caloriferi

15 10 2010

Oggi a Uppsala nevischia e sì, fa un freddo cane!

Oddio, so bene che la temperatura odierna (1°C) non è nulla rispetto a quello a cui andiamo incontro con l’approssimarsi dell’inverno, ma il fatto che i caloriferi di casa nostra non funzionino rende la situazione un pelo più drastica. O meglio, a detta di XenaLaPrincipessaSvedese, che lavora per Uppsalahem aka la compagnia che affitta la casa a Pedro che l’affitta a noi, i caloriferi funzionano è che siamo noi, terrone d’Europa, ad essere delle mammolette nei confronti del freddo. Sarà, ma secondo me 18° in casa, con i computer accesi, non fanno parte della voce “caloriferi funzionanti” e teorizzo che vadano svuotati dall’aria. A breve mi comperò la chiave e lo farò in autonomia, causando, probabilmente, danni irreversibili.

In tutto questo però c’è una nota positiva: ho dello spazio in più in frigo, visto che le birre le tengo direttamente sul balcone.


Parola del giorno: kall = freddo





Internet et personnummer!

15 09 2010

Finalmente abbiamo internet a casa!

In realtà ce l’abbiamo da ieri notte, dopo un lungo smanettamento con il router, ma dieci ore di lezione mi avevano leggermente provata e convinta a rimandare il post a un momento di non morte cerebrale.

In realtà l’allaccio al word wide web è quasi costato lo scalpo al mio coinquilino, il quale si è attivato con una rilassatezza degna di tempi biblici e ci ha messo una settimana a comprare quel dannato router. Ovviamente le mie proposte di recuperarlo io sono state tutte allegramente declinate, con la promessa (costantemente rimandata) di prenderlo il giorno stesso.

Nel frattempo è arrivato il mio personnummer!

Per arrivare al tesoro ho però dovuto superare svariate prove:

– Step 1: visita allo Skatteverket (ufficio delle tasse). Due giorni prima di trasferirmi nella nuova casa mi presento nel suddetto ufficio, compilo un modulo e presento il mio passaporto. La tipa allo sportello mi dice due cose: 1) metti come data di trasferimento quella di oggi, perchè devi avere un indirizzo per poter fare domanda (in realtà pare si potesse mettere anche l’indirizzo di un amico, ma poi pare che si paghi per comunicare il cambio di indirizzo… ovviamente si tratta di sentito dire e non di cose appurate); 2) Devo consegnare anche il personbevis (aka permesso di residenza) rilasciato dal migrationsverket (ufficio immigrazione). Io faccio notare alla simpatica signora che il migrationsverket ha deglio orari di apertura un po’ particolari (dalle 13 alle 16) e che contavo di andarci nel pomeriggio. Prometto di tornare con il certificato mancante. Step 1 completato!

– Step 2: visita al migrationsverket. Visto che già ero in giro, ho deciso di andare a piedi al migrationsverket, in modo da ammazzare il tempo in attesa dell’apertura. Piccolo problema: quello che sulla mappa sembrava lontanissimo, non mi occupa più di 15 minuti di camminata. Ok, nulla di male… mi siedo sul muretto e mi metto a leggere un libro. Peccato che da lì a due minuti inizi una bufera che mi costringe a ripararmi sotto la tettoia dell’ingresso. A quel punto mi accorgo che, sebbene sia chiuso, c’è gente seduta sui divanetti all’interno. Ok, entro anche io e mi godo il calduccio. Quello di fianco a me dorme… All’apertura dell’ufficio sbaglio prendo la fila sbagliata e per poco non manco il numero in quella giusta. Consegno: fotocopia del passaporto, dichiarazione in cui giuro e spergiuro di mantenermi autonomamente durante i miei studi, lettera di accettazione dell’università, tessera sanitaria europea e modulo 140011 debitamente compilato. La signorina mi ridà indietro la tessera sanitaria e il mio personbevis! Evvai! Step 2 completato!

– Step 3: consegna del personbevis allo skatteverket. Semplice, veloce e indolore. Step 3 completato!

– Step 4: l’attesa aka la malefica mailbox. L’attesa del personnummer è già estenuante di per sé, visto che senza si è esclusi da più o meno tutto, ma nel mio caso è sorta un’ulteriore complicazione: il padrone di casa se ne è andato portandosi via la chiave della casella della posta (insieme a quella della lavanderia!). Svariate peripezie per recuperarla, tempo necessario: 10gg. Finalmente riesco ad aprire la dannata mailbox! Step 4 completato!

Missione compiuta! Finalmente sono inserita nel sistema e posso, tra le varie cose, ordinare i libri online!


Parola del giorno: brevlåda = casella delle lettere (aka mailbox)





Dubbi pre-partenza

5 07 2010

-2 al mio blitz svedese.

Mi salgono seri dubbi sull’effettiva utilità della cosa. La situazione è abbastanza sconfortante: per la casa su Dombron mi sono posizionata ottava e ho seri dubbi che i primi sette possano cambiare idea, magari uno o due sì, ma sette mi sembrano tantini; Blocket è un mortorio generale e mi sa che ci sono perfino annunci di palle di fieno stile far west. Ho provato a prendere contatti con gli unici quattro papabili, ma due di loro sembrano avere tutte le carte per essere catalogati come scam e i restanti due non hanno dato segni di vita.

Quindi, al momento non ho in mano niente e mi chiedo se davvero abbia un senso spendere tempo e soldi in una salita che ha tutte le premesse per rivelarsi vana, o se non mi convenga di più smenarci una quarantina di euro di biglietto e vedere di salire in un momento più propizio (i.e. inizio agosto magari)

Mentre io mi crogiolo nell’incertezza, riporto un paio di link utili sugli scam aka truffe:


Parola del giorno: tvivel = dubbio





La questione felina

23 05 2010

Dal momento che la seconda epopea nordica sarebbe stata di stampo famigliare e che per famigliare si intende con fidanzata e gatti, abbiamo deciso di muoverci con largo anticipo per affrontare la questione felina.

Google ci dà qualche info e mi sembra di capire che dobbiamo avere un attestato rilasciato da dei centri particolari. In Italia ce ne sono 3: a Legnaro (PD), Teramo e Roma. Tutti posti comodi! E come ce li porto i gatti lì? Non ho nemmeno una macchina!

Decidiamo perciò di rivolgerci al nostro veterinario: gli sarà capitato qualcun altro nella nostra stessa situazione! Oppure, nel caso tale ipotesi non si verifichi, sarà sicuramente più ferrato di noi in materia e/o avrà contatti per verificare e informarsi. Quindi, in occasione di un richiamo di un vaccino, gli spieghiamo la situazione: tra un annetto (sì, ci siamo mosse con largo anticipo!) potrebbe capitare di trasferirci in Svezia, perciò  vorremmo essere a posto con tutte la vaccinazioni e la burocrazia per i gatti, così da non avere, almeno su questo fronte, sorprese dell’ultimo minuto.

Risposta dell’interrogato: non c’è nessun problema, basta che i gatti abbiano fatto tutte le vaccinazioni e abbiano il chip di riconoscimento. Al resto ci pensa la ASL al momento del rilascio del passaporto. Niente di più facile e veloce!

Rincuorate da questa risposta, torniamo alle nostre vite e accantoniamo momentaneamente la questione.

E arriviamo a Maggio 2010. La partenza nel frattempo è diventata sicura e non mancano nemmeno troppi mesi. PER CASO, con l’intento di scoprire che documenti ci potessero servire per richiedere il passaporto, scopro che oltre a quanto dettoci dal veterinario, è obbligatorio anche aver effettuato la titolazione degli anticorpi della rabbia! Tale analisi può essere effettuata solo dai tre centri di cui sopra, ai quali è sufficiente mandare la provetta. Piccolo dettaglio: il prelievo deve essere effettuato almeno 120 giorni dopo l’ultimo richiamo e prima della scadenza di tale richiamo.

Il problema è che se alla nostra gatta abbiamo fatto l’ultimo richiamo a marzo e quindi il prelievo per la titolazione verrà fatto a luglio, il maschio aveva il richiamo il giorno dopo! Quindi corsa a fare il prelievo, spedire la provetta e pregare che l’essere così vicini al richiamo, non influenzi negativamente l’esito dell’esame! Inutile dire che se il risultato dovesse essere negativo ci toccherà aspettare fino a settembre per poterlo rifare e di conseguenza rivedere tutti i nostri piani!

Incrociamo le dita (e malediamo silenziosamente il veterinario)!


Parola del giorno: kat = gatto