Sonorità nordiche – Volume 4

20 12 2011

Loro sono di Uppsala e prendono il nome dal fu gatto di lui. I Lissi Dancefloor Disaster, al secolo Johan Tilli e Josefin Lindh, hanno all’attivo solo un EP e qualche singolo, ma devo dire che mi gasano parecchio!

Oltretutto ho finalmente capito cosa significassero i faccioni di gatto (aka Lissi) sui muri di Uppsala !

EDIT: Dimenticavo! Recentemente i LDD hanno rifiutato un’offerta di 200.000kr fattagli da McDonald per poter usare la loro musica in uno spot pubblicitario. Direi che a maggior ragione mi viene voglia di investire queste 80kr per il loro EP!


Parola del giorno: vägg = muro





Sonorità nordiche – Volume 3

26 10 2011

Un classico. Quel genere di pop che al primo ascolto non ti sembra nulla di che e al secondo non ne riesci più a farne a meno.

Tra l’altro trovo i suoi video (o forse dovrei dire i suoi vestiti??) eccessivi ed affascinanti al tempo stesso. In particolare in questo video.


Parola del giorno: sångerska = cantante (donna)





Sonorità nordiche – Volume 2

5 07 2011

In realtà avevo in mente di scrivere un post sulla combo aereo+gatti, ma poi sono stata assorbita dal trasloco (alla cui meta dedicherò un post a sua volta) e quindi il tutto è da rimandarsi nei giorni a venire. Nel frattempo ne approfitto per segnalare una canzone che sentivo spesso su Bandit Rock (ascoltabile in streaming da qua oppure in analogico su queste frequenze) e che mi ci è voluto un po’ per identificare. Dopo parecchi tentativi, sono finalmente risalita al titolo della canzone e ho scoperto che la band è svedese!

Loro sono i Royal Republic, formatisi nel 2007 a Malmö. Nel 2010 è uscito il loro primo album, We Are The Royal.

Se devi uccidermi, fallo con un Tommy-gun baby.


Parola del giorno: radiostation = stazione radio





Sonorità Nordiche

31 05 2011

Qualche post fa avevo parlato di Spotify e di come avesse elegantemente trovato una valida soluzione al problema musica/pirateria. Purtroppo però, come diceva mia nonna, un bel gioco dura poco.

Difatti spotify, pur di non contraddire la saggezza popolare, ha pensato bene di cambiare le regole per gli utenti non paganti, a partire dal 1° maggio 2011. Ecco cos’è cambiato:

  • le ore di ascolto disponibili passano da 20 a 10 al mese
  • ogni canzone potrà essere ascoltata per un massimo di 5 volte. NELLA VITA!

Ok, al primo punto mi ero ancora illusa di poter resistere (poi in una sola serata, lavorando a un saggio per l’università, mi sono fatta fuori 6 ore di ascolto… ma questa è un’altra storia!), ma il secondo?? Cioè, 5 volte nella vita!! A me! Che vado periodicamente in loop con degli album/playlist!

Ok, dal momento che io ho preso coscienza, già parecchio tempo fa, del fatto di essere un animale strano dal punto di vista dell’ascolto musicale, (e di conseguenza mi sono convertita all’uso costante delle cuffie, in modo da non costringere le persone intorno a me ad odiare l’album/playlist di turno), non mi ci è voluto molto a capire che la cosa in questi termini non poteva funzionare. Ho provato un po’ ad arabattarmi con qualche soluzione alternativa, ma visto il grande sbattimento per il poco rendimento, ho deciso di cedere al ricatto. Ok, a onor del vero, devo dire che l’opzione di investire dei soldi in Spotify era già in valutazione da un po’, ma in generale non è che l’aut aut mi sia piaciuto tantissimo.

Ad ogni modo, approfitto di questa occasione per una digressione sulla musica svedese. Per chi non lo sapesse, l’industria musicale è tra le più fiorenti in terra di Svea. Pare anche che il ministro degli esteri abbia dichiarato che la Svezia nell’esportazione di musica sia preceduta solo da USA e UK.

Se l’affermazione del ministro dovesse sembrare un’esagerazione, basta pensare a tutti quelli artisti famosi a livello internazionale, di cui spesso si ignora la nazionalità, per la semplice ragione che cantano in inglese, ma che in realtà provengono dalla Svezia. Ecco quelli che mi vengono in mente così su due piedi, oltre ai famosissimi ABBA: Roxette, Ark, Kent, Robyn, The Knife, In Flames, Millencolin, Alcazar, Cardigans.. giusto per nominarne qualcuno!

Comunque, in questa digressione vorrei parlare di un’artista molto meno famosa, che ho avuto l’occasione di incontrare alcuni anni fa, mentre lavoravo come volontaria al Ragnarock Nordic Festival.

Promise and the Monster, al secolo Billie Lindahl, è un’artista tanto brava, quanto giovane (classe ’87). Il suo album di debutto, Transparent Knives, è uscito nel 2007 e si vocifera che ce ne sia un secondo in cantiere.

Questo il video di “Night Out”, tratto per l’appunto da Transparent Knives:


Parola del giorno: musik = musica