Spotify anche in Italia?

18 11 2012

Pare che Spotify stia cercando un growth manager per Milano. Cito dal loro sito:

“You’re responsible for launching Spotify in Italy, as well as managing long term user growth after launch”.

Di mio ci aggiungo un “finalmente!”

Che dire? Spotify rappresenta, a mio parere, un’enorme rivoluzione nel mercato musicale. Per dirla come mangio: non ne potrei fare a meno e non tornerei mai indietro.

L’unica pecca pare essere che al momento per registrarsi sia necessario un account fuckbook facebook. Dico “pare” perchè quando mi sono registrata io bastava iscriversi al sito di Spotify. Se avete conferme o smentite, scrivetele nei commenti così aggiorno il post.

EDIT: ci si può registrare anche senza un account facebook (anche se tocca aguzzare un po’ la vista, dato che i signori di Spotify si sono ben guardati dal mettere il tasto in evidenza)

Se invece non sapete cos’è Spotify, ne avevo parlato qua e qua.


Parola del giorno: äntligen = finalmente





Sonorità Nordiche

31 05 2011

Qualche post fa avevo parlato di Spotify e di come avesse elegantemente trovato una valida soluzione al problema musica/pirateria. Purtroppo però, come diceva mia nonna, un bel gioco dura poco.

Difatti spotify, pur di non contraddire la saggezza popolare, ha pensato bene di cambiare le regole per gli utenti non paganti, a partire dal 1° maggio 2011. Ecco cos’è cambiato:

  • le ore di ascolto disponibili passano da 20 a 10 al mese
  • ogni canzone potrà essere ascoltata per un massimo di 5 volte. NELLA VITA!

Ok, al primo punto mi ero ancora illusa di poter resistere (poi in una sola serata, lavorando a un saggio per l’università, mi sono fatta fuori 6 ore di ascolto… ma questa è un’altra storia!), ma il secondo?? Cioè, 5 volte nella vita!! A me! Che vado periodicamente in loop con degli album/playlist!

Ok, dal momento che io ho preso coscienza, già parecchio tempo fa, del fatto di essere un animale strano dal punto di vista dell’ascolto musicale, (e di conseguenza mi sono convertita all’uso costante delle cuffie, in modo da non costringere le persone intorno a me ad odiare l’album/playlist di turno), non mi ci è voluto molto a capire che la cosa in questi termini non poteva funzionare. Ho provato un po’ ad arabattarmi con qualche soluzione alternativa, ma visto il grande sbattimento per il poco rendimento, ho deciso di cedere al ricatto. Ok, a onor del vero, devo dire che l’opzione di investire dei soldi in Spotify era già in valutazione da un po’, ma in generale non è che l’aut aut mi sia piaciuto tantissimo.

Ad ogni modo, approfitto di questa occasione per una digressione sulla musica svedese. Per chi non lo sapesse, l’industria musicale è tra le più fiorenti in terra di Svea. Pare anche che il ministro degli esteri abbia dichiarato che la Svezia nell’esportazione di musica sia preceduta solo da USA e UK.

Se l’affermazione del ministro dovesse sembrare un’esagerazione, basta pensare a tutti quelli artisti famosi a livello internazionale, di cui spesso si ignora la nazionalità, per la semplice ragione che cantano in inglese, ma che in realtà provengono dalla Svezia. Ecco quelli che mi vengono in mente così su due piedi, oltre ai famosissimi ABBA: Roxette, Ark, Kent, Robyn, The Knife, In Flames, Millencolin, Alcazar, Cardigans.. giusto per nominarne qualcuno!

Comunque, in questa digressione vorrei parlare di un’artista molto meno famosa, che ho avuto l’occasione di incontrare alcuni anni fa, mentre lavoravo come volontaria al Ragnarock Nordic Festival.

Promise and the Monster, al secolo Billie Lindahl, è un’artista tanto brava, quanto giovane (classe ’87). Il suo album di debutto, Transparent Knives, è uscito nel 2007 e si vocifera che ce ne sia un secondo in cantiere.

Questo il video di “Night Out”, tratto per l’appunto da Transparent Knives:


Parola del giorno: musik = musica





Spotify

2 02 2011

Il download, peer to peer, p2p o filesharing che dir si voglia è da alcuni anni materia di grosso dibattito in tutta Europa. La Svezia ovviamente non è da meno, ma nel 2006 ha elaborato una valida soluzione per quel che riguarda il piano musicale. Questa soluzione si chiama Spotify.

Spotify è un software di musica digitale in streaming, che vanta l’accesso ad oltre 10.000.000 di tracce musicali. Come? Semplicemente ci si registra sul sito spotify.com, si installa Spotify, si fa una ricerca del brano o dell’artista e si inizia ad ascoltare.

La parte interessante è che tutto ciò è perfettamente legale! Il costo di tutto ciò si traduce semplicemente in interruzioni pubblicitarie, di un paio di minuti al massimo, che vengono trasmesse ogni tot tracce e il limite di 20h di ascolto al mese (che, per la cronaca, non fa riferimento al mese solare, infatti ogni settimana si recuperano 5h). Nel caso in cui non si voglia la pubblicità o il limite, basta fare l’upgrade alle versioni a pagamento Unlimited e Premium (rispettivamente da 49 e 99SEK al mese). Con la versione Premium si ottiene anche la possibilità di installare Spotify su Iphone, Ipod Touch e smartphone vari, oltre alla possibilità di ascoltare le tracce offline. Esiste anche una versione Free, ottenibile solo grazie un invito da un utente con versione a pagamento, che contiene le pubblicità ma non il limite delle 20 ore.

Tra le varie funzioni offerte da spotify c’è la creazione di playlist, la condivisione, l’integrazione con vari social network e la possibilità di accedere alla propria libreria da dovunque. In più devo dire che il catalogo della tracce è davvero ampio, anche quando si parla di artisti poco commerciali! Altro punto a favore di Spotify è sicuramente quella di essere multipiattaforma (per Linux al momento gira tranquillamente su Wine, o ancora meglio su PlayOnLinux, ma è comunque in corso d’opera la versione vera e propria).

Che dire? Una risposta intelligente alla questione della pirateria, che viene incontro sia a chi usufruisce che a chi produce musica. In sintesi un ottimo compresso, a mio parere molto più efficace delle varie minacce di multe, che non tengono conto del costo spropositato dei cd (vedi in Italy).

L’unica pecca è che Spotify è, ad oggi, disponibile purtroppo per solo 7 paesi (Svezia, Norvegia, Olanda, Spagna, Regno Unito, Francia e Finlandia)


Parola del giorno: musik = musica